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Object, quando il design arriva al MiArt

Inaugura stasera la fiera dell'arte milanese, con un nuovo spazio dedicato alle produzioni in edizione limitata

Object, quando il design arriva al MiArt Object, quando il design arriva al MiArt
Taher Chemirik, "The Naïve", 2013 Cabinet - Brass, wood, mirrored glass. Pezzo unico (parte di 5), Galerie BSL, Parigi (ufficio stampa)

Tag:  design miart-2013 object

di Micol De Pas

L’edizione 2013 del MiArt, la fiera dell’arte moderna e contemporanea di Milano, si presenta con una novità. Si chiama Object e mette in mostra il legame tra arte e design. Curata da Michela Pelizzari e Federica Sala di PS Design Consultant, ha un obiettivo chiaro: sancire l'unione della fiera con la città che la ospita. Ce ne parla Federica Sala.

«Milano ha un rapporto antico con il design e i pezzi unici, che spesso nascevano da esigenze pratiche, per risolvere problemi arredativi all’interno di abitazioni private, in costruzione o in ristrutturazione da parte di architetti».

E oggi?

«Si assiste a un fenomeno di ritorno. Se la limited edition nell’ambito del prodotto industriale è nata qui, poi si è sviluppata moltissimo all’estero. Solo di recente siamo tornati a una produzione italiana».

Cosa vedremo in mostra?

«Sono tante le proposte, selezionate con l’obiettivo di creare un confronto tra le varie voci. Che, principalmente, si dividono in due grandi filoni, quello decorativo e quello minimal».

Qualche esempio?

«La galleria Nilufar porta le rielaborazioni dei classici firmati Martino Gamper, Rossella Colombari dei mobili realizzati da Osvaldo Borsani con Lucio Fontana, mentre la parigina BSL presenterà una scelta interessante di quadri optical che in realtà sono librerie. In più ci saranno artisti emergenti, come quelli, interessantissimi, provenienti dai Paesi Arabi e alcune nuove gallerie, tra cui mi piace ricordare la Swing di Benevento che punta sulla riscoperta attuale dell’autoproduzione».

Un filone, questo, decisamente di tendenza, a livello quasi planetario.

«In effetti sì. Ma anche qui ci sono diverse interpretazioni. Alcuni si concentrano sull’aspetto artigianale del lavoro, con un recupero delle tradizioni manuali, altri invece hanno spostato questa filosofia verso la tecnologia. Così per esempio Segno Italiano, impegnato nella valorizzazione di piccoli laboratori artigiani sul territorio, presenta i vetri verdi di Empoli, mentre Paola Colombari espone il ferro gonfiato, una tecnica nuova di lavorare questo metallo».

Altre novità?

«La dimensione scultorea, anche questa diffusa. Da Tel Aviv arrivano specchi-quadri rappresentativi di questa tendenza, ma anche da Beirut un interessante studio sui materiali, tra legno e cuoio, fino agli ironici esperimenti neo-olandesi che mescolano elementi di recupero per creare degli ibridi. Molto divertenti, come per esempio uno strano oggetti fatto di bolle gonfiabili e gambe di mucca».

Perché parlare di design a pochi giorni dal Salone del Mobile?

«L’avvicinamento tra le due fiere è una scelta importante che tra due anni arriverà alla loro completa sovrapposizione. Con l’biettivo di creare un dialogo tra la città, gli artisti, i designer e le diverse istituzioni»

Object al MiArt

5-7 aprile

Fiera MilanoCity

Gate 5 padiglione 3

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