Tutto si crea, tutto si distrugge e tutto si trasforma potrebbe essere l'originale adagio che accompagna "The Folding of a Known World", mostra collettiva in scena fino al 21 luglio alla Galleria Patricia Armocida di Milano.
Sessanta opere di Swoon , Monica Canilao e Dennis McNett , alcune realizzate singolarmente, altre - a mio avviso le più potenti - frutto dell'unione dei singoli talenti.
Folding, letteralmente piegare, attribuito al mondo così come lo conosciamo, prondo a piegarsi su se stesso per dare vita a qualcosa di inatteso; a una dimensione parallela dove tutto è possibile.
Un mondo nuovo popolato dai protagonisti delle opere dei tre artisti: Thalassa, dea del mare, Fenris, gigantesco lupo della mitologia norrena e Kali, la dea madre dell'universo e forza distruttrice.
Folding, intesa anche come l'azione stessa che gli artisti hanno impiegato nella realizzazione dei lavori: stoffa e carta diventano elementi inscindibili del legno verniciato sul quale appaiono figure da sempre legate alla mitologia come tramite tra il mondo terreno e quello spirituale.
Sebbene appartenenti a background differenti, il risultato proposto dai tre artisti è decisamente forte: le opere site specific invadono la stanza e irrompono nello sguardo del visitatore che non può sottrarsi all'imponente tempio in legno realizzato con elementi di recupero, o alla scura stanza dedicata alla distruzione.
Raramente capita che una mostra resti in allestimento per così molto tempo.
Il mio consiglio, oltre che i complimenti per una scelta che definirei necessaria, è di passare più volte in galleria.
Lasciatevi guidare dal vostro stato d'animo: ogni volta scoprirete elementi fino ad allora rimasti celati. E parte degli spiriti che popolano quelle stanze torneranno a casa con voi.
Promesso.
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