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Colin Firth: "Il mio Oscar? Forse è in bagno"

Il protagonista del film 'La talpa': "Questo premio non è poi così fondamentale per la carriera e per la vita di un attore"

Colin Firth: "Il mio Oscar? Forse è in bagno" Colin Firth: "Il mio Oscar? Forse è in bagno"

Tag:  cinema Colin Firth Gary Oldman Il discorso del re John-Hurt

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L’aggettivo con cui tutti lo descrivono da sempre  è “elegante”, ma lui non ci si sente più di tanto: “Francamente non so cosa voglia dire essere un modello di eleganza: chiedilo ai miei figli o a quelli che mi vedono alla fermata degli autobus se lo sono!”. L’humour è solo una delle peculiarità very british che si porta dietro Colin Firth, premio Oscar per 'Il discorso del re' l’anno scorso e ora protagonista insieme a Gary Oldman e John Hurt del film 'La Talpa,' pellicola dal sorprendente risultato al botteghino (ha incassato più di un milione di euro già solo al primo weekend di programmazione).

Come si è regolato per interpretare “la talpa” nell’omonimo film firmato Alfredson?

Ho attinto moltissimo dal libro, anche se a dire il vero la storia è decisamente ben presente nella mente di tutti quelli della mia generazione, almeno in Inghilterra. In più è una storia molto appassionante, fatta di conflitti umani, solitudini, gente vulnerabile, insomma non lo vedo come un film sulle spie, benché io sia un fan di film del genere, ma sull’ambiguità di esseri umani costretti a muoversi in circostanze straordinarie. C’è niente di più stimolante per un attore?

Per altro portare sullo schermo manipolazioni di informazioni e sotterfugi di potere è un’operazione anche molto attuale.

Certo, quest’aspetto infatti mi ha colpito nel profondo: tutto ciò in cui abbiamo creduto negli ultimi 30 anni è decisamente discutibile, se non addirittura falso, proprio perché ogni informazione, nell’esatto istante in cui la condividi - ma in realtà già prima- corre sempre il rischio di essere manipolata. Pensiamo a Wikilileaks, agli hacker, a quanti intrusi possono spiarci ogni giorno senza che ce ne accorgiamo. Dalla sorpresa all’orrore il passo è breve e c’è sempre quando realizzi di esser stato tradito da qualcuno, o scopri che ti stanno ascoltando mentre fai una conversazione privata al telefono.

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A lei è mai accaduto qualcosa di simile?

Fuori dal set? Mai. Potrebbe suonare ingenuo da parte mia, ma non sono mai stato tradito, né del resto mi sono mai trovato in situazioni in cui il livello di confidenza fosse così fondamentale. Insomma, un conto è fare l’attore, un altro l’agente dei servizi segreti.

Fare l’attore però non dev’essere male, soprattutto quando vinci un Oscar. O no?

Non so dire se l’Oscar abbia davvero cambiato qualcosa nella mia vita. Anche se in effetti credo che la vita cambi sempre, io sarò cambiato anche alla fine di questa giornata. L’Oscar ti apre più possibilità lavorative, certo, ma dipende, magari ti arrivano solo pessime proposte! Non è tanto difficile trovare lavoro, quanto progetti in cui credere davvero.

Se posso, dove ha messo il suo Oscar?

Bella domanda. Chissà, di sicuro è stato in bagno, a scuola e in tutti altri posti in cui i miei figli l’abbiano portato.

A proposito di famiglia, data la moglie italiana ha mai pensato di venire a lavorare qui?

Ci sono diversi registi italiani con cui vorrei lavorare volentieri, ma l’ultima volta che ne ho fatta una lista non mi ha preso l’unico che non ho nominato, quindi stavolta non li dirò. Mi piacerebbe lavorare in Italia, malgrado i vostri paradossi è facile innamorarsi di questo Paese, ha uno charme immediato.

La verità: come si vede tra dieci anni?

Non mi vedo proprio tra dieci anni, non sono uno che fa piani. Mi vedo pensionato, tutt’al più, questo sì.

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