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Young Europe, il film sui giovani e la sicurezza stradale che apre il Festival di Milano

Alternando commedia e riflessione, è un affresco delle nuove generazioni diretto e prodotto da Matteo Vicino e già protagonista del progetto europeo Icaro. Ma ancora senza tradizionale distribuzione in sala

Young Europe, il film sui giovani e la sicurezza stradale che apre il Festival di Milano Young Europe, il film sui giovani e la sicurezza stradale che apre il Festival di Milano
di Simona Santoni

Dal ritmo veloce, come sono i giovani di oggi, Young Europe è un affresco generazionale che porta sul grande schermo lo scomodo e poco "cinematografico" tema della sicurezza stradale.

Scritto, diretto, prodotto e montato dal fotografo di moda Matteo Vicino, è il film d'apertura (proiezione alle 19 a Palazzo Lombardia) dei MIFF Awards , il Film Festival Internazionale di Milano - in corso dal 10 al 19 maggio - che vuole riconoscere il talento degli autori independenti e autenticare il valore dei film per la distribuzione.

Non a caso, infatti, Young Europe, come capita così spesso a lavori di registi emergenti low budget, non ha ancora trovato una diffusione tradizionale in sala. Finora è stato proiettato nelle scuole tramite Icarus , il progetto europeo sulla sicurezza stradale che ha coinvolto quattordici Paesi.  E sarà presentato fuori concorso al Giffoni Film Festival. Come lungometraggio agile ma denso, che alterna commedia e riflessione, è capace di non annoiare gli adolescenti e intanto di lanciar loro un messaggio forte.

Ecco il trailer di Young Europe:

Tratto dall'omonimo libro di Vicino (pubblicato da Aliberti Editore), il film è una storia corale, un quadro della società moderna virato secondo l'ottica delle nuove generazioni. Viene narrata la quotidianità di alcuni ragazzi europei attraverso il loro punto di vista: Josephine (Victoria Oberli), ricca parigina lasciata completamente sola dalla famiglia, Julian, giovane irlandese irretito dalle attenzioni di una lettrice di spagnolo, e infine Federico e Annalisa (Maria Luisa De Crescenzo) in Italia, due adolescenti che cadono nella trappola di amicizia di un adulto senza morale, Angelo (Riccardo Leonelli).

Il film, definito "il Sorpasso del 2000", è costellato di personaggi positivi che aiutano i giovani nelle difficili scelte dell'esistenza che, come dimostra il finale, purtroppo riserva sempre una conseguenza alle scelte compiute. Con una svolta drammatica.

Intanto, in mezzo a tanta musica "giovane" sparata alta si parla di rapporto genitori-figli, di divertimento e piacere (non per forza alcol e droga), di rapporti complicati, di vita.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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