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Giovane e bella, il fugace ritratto di adolescenza di François Ozon

Marine Vacth è la baby prostituta del film del regista francese, studio di gioventù precoce sfumato e dai rari sussulti emotivi

Giovane e bella, il fugace ritratto di adolescenza di François Ozon Giovane e bella, il fugace ritratto di adolescenza di François Ozon
Marine Vacth in "Giovane e bella"
Credits: Bim Distribuzione

Tag:  baby prostitute Giovane e bella Marine Vacth

di Simona Santoni

A diciassett'anni non si può esser seri,
se ci son verdi tigli lungo la passeggiata.

Così scriveva Arthur Rimbaud. Non a caso i suoi versi sono analizzati nelle lezioni frequentate dalla diciassettenne Isabelle, la giovane protagonista di Giovane e bella, il nuovo film di François Ozon già presentato in concorso al Festival di Cannes e dal 7 novembre nelle sale italiane. Isabelle è interpretata dall'attrice e modella francese di avvenenza sublime Marine Vacth. È un'adolescente che sta sbocciando come donna. Sente il suo corpo in cambiamento e tutte le capacità seduttive in rigoglio. Nel primo rapporto sessuale con un ragazzo, durante le vacanze estive, scopre come può dare piacere e nello stesso tempo sentirsi distante da quella ragazza lì nuda che è lei stessa. Si sente quasi sdoppiata e da lì probabilmente matura il suo futuro.

Senza un perché apparente, senza alcuna necessità economica, decide di prostituirsi e diventa Lea. Si concede in albergo a uomini di tutte le età, pretendendo laute cifre: è come se volesse dare un valore economico, alto, al suo corpo. Come se volesse scoprire quanto un uomo sia disposto a dare per averla, quanto la sua bellezza può.

Tra i suoi clienti si distingue Georges (Johan Leysen), molto attento e gentile, l'unico che si lascia andare a qualche confidenza sulla sua famiglia. La osservano intanto sua madre (Géraldine Pailhas) e il suo compagno (Frédéric Pierrot) e il fratellino (Fantin Ravat) che la adora.

Ogni stagione della vita di Isabelle è accompagnata da una canzone della cantante francese Françoise Hardy. È la terza volta che Ozon ricorre a suoi brani, aveva già usato Traüme in Gocce d’acqua su pietre roventi e Message personnel in 8 donne e un mistero. "Quello che amo in particolare nelle sue canzoni è la sua capacità di trascrivere l’essenza dell’amore adolescenziale, un amore infelice, disilluso, romantico", ha raccontato il regista francese. 

I brani utilizzati in Giovane e bella sono L'amour d'un garçon, À quoi ça sert, Première rencontre e Je suis moi.

Ozon intanto lascia fluire la narrazione senza giudizio. È un osservatore e probabilmente, come la madre di Isabelle e lo spettatore, anche lui non capisce le motivazioni che spingono Isabelle. Il mistero dell'adolescenza si muove sotto il suo sguardo.

Isabelle non prova vergogna per quello che fa, non è pentita neanche quando viene scoperta e i suoi occhi sono fieri e provocatori di fronte alla madre e al patrigno. Forse sarà un improvviso intervento esterno, inaspettato, a distoglierla: è questa la parte più alta del film ed è affidata a Charlotte Rampling

Ozon, che sempre si distingue per originalità di visione, ci consegna uno studio sfumato e temperato di gioventù precoce che genera però pochi sussulti. Giovane e bella sembra animato da una qualità effimera che evapora man mano che scorrono i suoi 94 minuti. Marine Vacth non è bella, è bellissima, ma la sua interpretazione è similmente fugace: usciti dal cinema rimane impressa la sua grazia fine e generosa ma non una sua qualche emozione.

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