di Giulio Passerini
Non basta che una copertina sia bella, deve soprattutto "funzionare". Il suo compito non consiste solo nel presentare il contenuto di un libro in maniera gradevole, ma anche nel promuovere l’incontro fra lettore ed editore. Ma cosa cambia con l’avvento dell’ebook?
Come dicevamo , con l’avvento del digitale sono almeno due le condizioni di progettazione che entrano in crisi: la dimensione meccanica dell’oggetto e la sua materialità.
Nessuna possibilità per il grafico di lavorare sui diversi tipi di carta o sulla dialettica fra lucido e patinato; limitata anche la possibilità di fare uso di una tipografia troppo raffinata che sui pochi pixel dei dispositivi più diffusi non avrebbe una resa apprezzabile. Solo un male dunque? Non è detto.
Una precisazione anzitutto: a differenza del libro cartaceo, l’ebook non è vincolato a una cristallizzazione fisica indipendente dal contesto in cui si colloca. Un libro è sempre un libro: tanto in libreria quanto sugli scaffali di casa avrà sempre le stesse dimensioni, lo stesso peso, lo stesso aspetto e -soprattutto- viaggerà sempre con lo stesso corredo di meta-informazioni (copertina, quarta, bandelle, fascette).
-------------------------------------------------------------
COPERTINE ED EBOOK, PRIMA PUNTATA
-------------------------------------------------------------
Lo stesso non può dirsi certo per l’ebook la cui natura liquida e immateriale di file sfugge a queste caratteristiche. In una libreria on line assumerà un aspetto diverso rispetto a quello che avrà sul desktop del nostro computer, e un altro ancora quando infine approderà al nostro dispositivo di lettura. Si tratta sempre dello stesso file, tuttavia avrà assunto la forma di scheda testuale su uno store on line, di icona sul nostro desktop, e infine di copertina e testo nel nostro reader; inoltre, di passaggio in passaggio, il corredo di meta-informazioni che lo accompagna sarà stato valorizzato diversamente (dalla ricchezza di una scheda sullo store online all’essenzialità di un’icona sul desktop).
Questo perché il rapporto tra forma e contenuto, a differenza di quanto avviene nel libro cartaceo, nell’ebook è liquido. Prima riusciremo a svincolarci dalle abitudini progettuali che ancora ci legano alla forma libro, prima riusciremo a produrre oggetti concettuali innovativi e ricchi di meta informazioni.
La liberazione dalle costrizioni fisiche potrebbe aprire la strada a sperimentazioni come bandelle sfogliabili a fisarmonica, fascette come supporto per video e fotogallery, o magari risvolti di 20.000 battute. Un volume potrebbe "squadernarsi" nello spazio in tutte le direzioni e affiancare a una lettura sequenziale - condotta da sinistra a destra - approfondimenti verticali che potrebbero portare da un luogo del testo a un altro, come una planimetria del sapere.
Si potrebbe persino lasciare la progettazione grafica all’utente stesso che potrebbe interagire con gli elementi del prospetto disponendoli come più gli aggrada. O ancora questi potrebbero reagire alle sollecitazioni esterne come variazioni di inclinazione nello spazio o di calore.
Si tratta di suggestioni che inevitabilmente ci appaiono piuttosto grezze, ma proprio queste saranno le sfide che dovranno affrontare i grafici di domani. I limiti fra contenuto e packaging tendono a sfumare sempre di più e, dall’estetica della copertina, sarà necessario avventurarsi nell’insidioso territorio dell'"usabilità" integrata.
Confronta 18 assicurazioni e risparmia!
Confronta le offerte delle migliori banche!
Confronta le migliori finanziarie e risparmia
Nel numero in edicola da domani, 23 maggio, le parole dell'uomo che ha ferito due carabinieri davanti a Palazzo Chigi lo scorso 28 aprile
Il ministro del lavoro inizia il confronto con le parti sociali

Commenti