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Fabio Volo, ecco perché i suoi libri sono un successo

Con cinque milioni di copie vendute finora, i libri di Fabio Volo sono ormai una garanzia di successo, ecco spiegato il perché: è l'uomo della porta accanto in cui è facile identificarsi

Fabio Volo, ecco perché i suoi libri sono un successo Fabio Volo, ecco perché i suoi libri sono un successo

Tag:  Fabio Volo Le prime luci del mattino romanzo

di Davide Decaroli

Sono passati solo cinque giorni dall’uscita nelle librerie di Le prime luci del mattino , ma si potrebbe già azzardare una previsione: l’ultimo romanzo di Fabio Volo venderà, e non poco. Lunedì, alla presentazione del libro presso la Mondadori di Piazza Duomo, a Milano, c’erano circa duemila persone; il che, trattandosi di letteratura, equivale a uno stadio gremito per un concerto di Vasco Rossi. Tutti in coda, tutti ansiosi di farsi autografare una copia dallo showman bresciano, che, calato più che mai nella parte, per l’occasione ha anche sfoggiato un vezzoso baffetto alla Erri De Luca .

Tanto entusiasmo per un’opera cartacea è sempre un po’ stordente, eppure bisogna stupirsi fino ad  un certo punto. Con i cinque romanzi precedenti a Le prime luci del mattino, Volo ha venduto qualcosa come cinque milioni di copie, che tradotto significa: ogni libro un best seller. Un dato che pesa come un macigno e che ha spinto diversi editori stranieri (ben diciotto) ad accaparrarsi i diritti di questa sua ultima fatica letteraria.

Ma cosa si nasconde dietro questo clamoroso successo? L'abbiamo già detto , Fabio Volo è prima di tutto un fenomeno di costume, un piccolo eroe nazional-popolare, l'uomo della porta accanto in cui è facile identificarsi. Il libri vanno a ruba, probabilmente e prima di tutto, perché lui piace. È una persona simpatica e spontanea. Le donne lo amano perché le fa ridere e ha lo sguardo da Winnie the Pooh. Gli uomini lo apprezzano perché è come l’amico con cui vai a berti la birra al pub, casinista e neanche particolarmente bello (che per l’ego maschile non guasta mai).

Ma c’è qualcosa di più, forse. Il Peter Pan dalla barba perennemente incolta, giunto ormai alla soglia dei quarant’anni, incarna il prototipo dell’uomo qualunque (la storia dell’ex panettiere la sanno anche i bambini) che un po’ per talento, un po’ per fortuna, ha avuto successo. Ogni cosa che tocca, dalla radio al cinema fino appunto ai libri, si trasforma in oro e induce in molti il seguente pensiero: se ce l’ha fatta lui, posso riuscirci anche io. Insomma, un volto, una speranza.

Parlando esclusivamente del lato letterario, un elemento però è certo: per riuscire a colpire nel segno, è necessario avere qualcosa da dire. E con buona pace dei suoi detrattori, Volo qualcosa da dire ce l’ha. Lontano dai giovanilismi un po’ stereotipati alla Moccia, i romanzi fin qui pubblicati parlano di questioni comuni, magari non particolarmente originali, ma che danno la sensazione di vita vissuta: la ricerca di un amore, un’amicizia perduta o la difficoltà di portare avanti un matrimonio, come nel caso di Le prime luci del mattino.

Il fatto che lui stesso, in passato, si sia definito un “non scrittore”, indubbiamente conta poco. Non tutti quelli che scrivono devono essere obbligatoriamente Cormac McCarthy: un buon libro può essere anche un contenitore leggero, che fila via senza eccessivo impegno. Se poi al suo interno si raccontano vicende in cui è anche facile immedesimarsi, oplà, il piatto (e il trionfo d’incassi) è servito.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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