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Karen, donna con 17 personalità

Casi estremi. Uno psichiatra americano racconta in un libro la storia incredibile di una sua paziente, la cui mente era abitata da una folla di alter ego

di Redazione

Di Stefania Vitulli

"Prima di entrare in terapia non sapevo nulla delle mie 17 personalità. Certo, alcuni segni erano evidenti: gli abiti tornavano dalla tintoria con nomi di clienti diversi dal mio. In casa c'erano oggetti che non rammentavo di aver comprato. A volte non ricordavo nulla di me, della mia famiglia, dei miei amici. E mi sembrava che mio figlio più grande si fosse accorto che non ero sua madre. Ci ho messo anni per riconquistarne la fiducia". A parlare è Karen Overhill, 40 anni. Che solo alla fine degli anni 90, dopo 10 anni, è guarita da una grave sindrome delle personalità multiple: 17 alter ego tra cui donne, uomini, bambini.

In un libro appena uscito negli Stati Uniti, Switching time (Crown Publishing), Richard Baer, lo psichiatra che l'ha curata, ha raccontato la sua incredibile storia. "L'eccezionalità sta nel fatto che le 17 personalità abbiano agito indisturbate per anni" sottolinea a Panorama "con la possibilità di crescere e agire. Karen venne da me con una grave depressione dovuta al dolore cronico di un'operazione di tre anni prima. Mi insospettì che fosse molto più depressa del dovuto, con pensieri suicidi. Parlava così lentamente che non riuscivo a seguirla: come se una forza si opponesse al dialogo. Ci è voluto un anno per la diagnosi".

Karen subiva anche maltrattamenti dal marito, ma nulla giustificava il fatto che si sentisse colpevole per essere malata, senza energie. E soprattutto le sembrava sempre di perdere tempo: giorni e settimane in cui "spariva". Durante la sua assenza il cervello metteva Karen in pausa per permettere a un'altra personalità di entrare in scena.

"A confermare la diagnosi fu una lettera di una bambina che mi scriveva: "Sono Claire, ho 7 anni. Vivo dentro Karen" racconta Baer. "La lettera era una prova, e decisi di mostrarla a Karen: reagì bene e mi chiese di aiutarla".

A causare la sindrome dissociativa sono spesso, secondo gli psichiatri, gravi abusi fisici, sessuali ed emotivi durante l'infanzia. "Le violenze che Karen subì da bambina sono terribili" ricorda Baer. "Suo nonno e suo padre la torturavano con spille, chiodi, coltelli, crocifissi". Dentro Karen si è formata prima Claire, la bambina sottoposta a violenze, di cui Karen non ha memoria. Poi Elise, che andava a scuola al posto di Karen, con pantaloni e maniche lunghe per coprire le ferite. Poi Sidney, il ragazzino che aveva la funzione di reggere una relazione normale con il padre. Infine tutte le altre personalità, con ruoli di difesa: un intero sistema, per proteggerla dal trauma. "Una volta formate, le personalità si alternano all'insaputa del soggetto" dice Baer. "Nel caso di Karen, ciascuna aveva una propria vita, persino amici propri". Ma intorno ai 20 anni questo sistema difensivo era crollato, provocandole una forte depressione.

La sindrome, chiamata anche Mpd (Multiple personality disorder ), è poco conosciuta: i casi accertati dal 1816, quando fu segnalata la prima volta, sono 300. "Per Karen si è trattato di far emergere ciascun alter ego, facendo sì che lei ne reintegrasse ricordi e personalità nella propria" conclude Baer. "È stato molto doloroso. Ma da 10 anni non ha nessun ritorno dissociativo. Possiamo dire che è guarita".

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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