Sven Ortoli ha già pubblicato in italiano un titolo che è tutto un programma: Come sopravvivere alle cene mondane e non passare inosservati in società . Cosa aspettarci quindi da questo secondo stravagante libro, che è una sorta di vademecum?
Mille scuse (Raffaello Cortina editore ) sono infatti quelle da accampare ogni qualvolta si presenta una noia, una gatta da pelare, insomma quel qualcosa che vogliamo evitare.
Come evitare un invito e cavarsela in ogni occasione, questo il motto sbandierato da Sven Ortoli.
"Le scuse derivano da un principio non ufficiale della termodinamica umana: dissipano, attraverso il calore delle parole, una parte dell'energia causata dagli inevitabili attriti che si producono tra gli esseri umani."
Le premesse sono ottime: trasformare e spiegare in termini psicologici come e perché si devono inventare delle scuse per questo o per quel motivo.
Come le scuse per evitare una cena (o cosa fare in caso siate proprio costretti a sedervi a quel tavolo): "Sono in fondo a un abisso: la squadra di soccorso non dovrebbe tardare. (A proposito, il mio psicanalista è con me.)"
Oppure, se vi trovate in un flagrante delitto d'adulterio, ecco le scuse che servono a sbrogliare la matassa: "Il buon gusto è la mia unica scusa per condurre una vita dissoluta."
O ancora, la via per sopperire alle più patetiche, oscene, oltraggiose e pietose scuse che accompagnano la rottura di un rapporto di coppia: "Vi amavo e non vi avrei mai lasciata se non avessi trovato di meglio."
E, visto il Natale in avvicinamento, il pericolo regali è alle porte, ecco infine cosa potreste dire nel malaugurato caso vi capitasse di scartare il peggio: "Perché ce l'hai tanto con me? Non ti ho regalato niente."
Il libro.
Un mondo in cui tutti dicessero la verità, in cui niente venisse mai a smussare un attrito, neanche la scusa più innocua, nemmeno una piroetta, sarebbe un mondo decisamente insopportabile. Immaginate per un momento una cena di Natale da incubo, in cui ciascuno si sentisse autorizzato a dire quel che pensa degli altri ospiti. Non ci sarebbe materia per una reazione a catena incontrollabile, a colpi di chele di astice e pezzi di panettone? Di qui questo inventario che ci offre una serie di scuse pronte all'uso, dalle più incontestabili alle più divertenti, per evitare una cena, giustificare un ritardo o rifiutare a qualcuno un prestito in denaro. Niente di ciò che è umano sfugge alla scusa, basta trovare in ogni circostanza il modo migliore di formularla.
Primo, ciascuno riconosce la menzogna nelle scuse altrui
mentre è convinto che gli altri si facciano irretire dalla propria;
secondo, le scuse che giustificano, salvo scegliere la voce
della sincerità, ci guadagnano a seguire il più possibile
il consiglio dello scrittore Gilbert Keith Chesterton:
"Più bizzarra è la storia, migliore è la scusa"
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