Non è tanto il tema, che non è inedito nella pubblicistica attuale. Non è neppure il taglio, anch’esso abbastanza solcato da diversi autori contemporanei.
A rendere meritevole di attenzione Lo specchio oscuro (su Bol.it con uno sconto speciale) , da poco pubblicato da Longanesi, è piuttosto l’identità del suo autore.
Javier Sierra è uno degli autori spagnoli di maggiore successo (i suoi libri sono tradotti in più di quaranta paesi): merito di una fortunata ricetta narrativa in grado di miscelare fiction ed ambientazione storica.
Ed è proprio a questo filone che si iscrive il suo ultimo libro. In poco più di trecento pagine, Sierra decide di raccontare “enigmi, inganni e ossessioni della storia”.
Dalle piramidi a Leonardo Da Vinci, dalla massoneria al Graal, il tema rischierebbe di essere troppo vasto per essere affrontato in un saggio.
Ma Lo specchio oscuro non è affatto un saggio. È piuttosto un racconto, personale e suggestivo, del potere immaginifico della storia e della sua capacità di generare un’infinita gamma di interpretazioni.
Non siamo di fronte a una disciplina tassonomica ed esatta, sembra lasciare intendere Sierra tra una pagina e l’altra. E grazie a questa indeterminatezza lo scrittore spagnolo catalizza l’attenzione del lettore, come era del resto già accaduto nelle sue precedenti opere.
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