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Narrativa, i cinque libri più belli pubblicati nel 2011

Gamboa, Roth, Quarantotti Gambini, Canty e Mattioni: abbiamo provato a selezionare cinque libri tra romanzi e racconti che meritano di essere letti da qui alla fine dell’anno. Diteci la vostra

Narrativa, i cinque libri più belli pubblicati nel 2011 Narrativa, i cinque libri più belli pubblicati nel 2011

Ecco un' altra delle liste, dedicata alla narrativa, dei libri più belli del 2011 .

@fmbattaglia

Un romanzo postumo, un ripescaggio e tre novità, tutte straniere. Come abbiamo già fatto l’anno scorso , anche quest’anno nell’infinita messe di libri pubblicati nel 2011 proviamo a scegliere quelli che vale davvero la pena leggere. Con una new entry: stavolta, proviamo a dividere la narrativa dalla saggistica.

Partiamo dal primo: è uscito nei primi mesi dell’anno ed è stato scritto da uno dei narratori più ingiustamente defilati del Novecento italiano, Stelio Mattioni. Si intitola Dolodi , è stato pubblicato postumo da Zandonai. Ha per protagonista una casa, ma non una casa qualunque. A qualche centinaio di metri da un confine nazionale indeterminato e per questo rischioso, “con un muro di cinta troppo alto per guardarvi oltre” e un portone solido “anche se in più parti rattoppato e graffiato in lungo e largo in modo quasi maniacale”.  Ma soprattutto riserva dentro di sé una trappola spettrale in grado di sparigliare tutte le coordinate che regolano la nostra esistenza, anche quella del protagonista, Dolodi appunto. Calvino definì Mattioni “uno scrittore del tutto eccezionale”, che “non somiglia a nessuno”. Forse per questo è stato ingiustamente dimenticato.

Restiamo ancorati al Novecento per suggerire un ripescaggio firmato Isbn. Le redini bianche di Pier Antonio Quarantotti Gambini. Racconta l’educazione sentimentale di un bambino di quattro anni, Paolo, alle prese con le tipiche scoperte del mondo che si fanno a quell’età. Voi direte: tema solcatissimo dalla letteratura. È vero. Ma l’abilità del suo autore sta in una non trascurabile considerazione, la capacità cioè di rendere mirabilmente la descrizione (d’antan) di una regione crocevia dei destini di almeno tre popoli.

Spostiamoci all’estero e torniamo ai nostri giorni. Il libro stavolta è una raccolta di racconti pubblicata da Minimum fax. A firmarla è Kevin Canty e si intitola Dove sono andati a finire i soldi? e ha due grandi doti: compattezza e respiro narrativo. Il suo autore sonda l’universo emotivo dell’America (e dell’Occidente) contemporaneo, ne rintraccia le viscidità e le contraddizioni, senza mai piegarsi in una prosa ombelicale e autoreferenziale. Ci sono tutti gli indizi per sperare che possa essere l’erede di Carver. Attendiamo con fiducia un riscontro con i prossimi libri.

Arriva il quarto titolo. Lo abbiamo scelto per una qualità, difficile da riscontrare nella narrativa contemporanea: l’irregolarità. Morte di un biografo di Santiago Gamboa è infatti un romanzo inaspettato, imprevedibile, insperato. Non è né un noir né una commedia, ma ha qualcosa di entrambi i generi, e non solo di quelli. Racconta la storia di un “egregio scrittore”, inviato inopinatamente a un improbabilissimo congresso di scrittori a Gerusalemme. La svolta arriva di lì a breve, con un omicidio che sembra far scivolare il romanzo in un noir. Non è così: la scrittura di Gamboa è troppo ironica e biunivoca e alla fine è difficile trovarne una definizione. Ma è un gran merito, non un difetto.

Ultimo, ma non da ultimo Philip Roth (qui l’intervista ). Scegliamo Nemesi , uscito a inizio anno. Racconta la storia di un insegnante di educazione fisica, Mr Cantor, che in piena seconda guerra mondiale, si imbatte in una epidemia di polio che fa strage  di ragazzini a Newark. Inutile dilungarsi in chiose stucchevoli e – considerato il curriculum letterario – piuttosto pleonastiche. Diciamo solo che il romanzo è una summa completa dei temi affrontati dallo scrittore americano: malattia, sesso, amore e morte. Temi affrontati, va da sé, con la solita mirabile grazia narrativa.

@panoramalibri

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