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Le 10 migliori serie tv del 2012

In attesa di scoprire cosa ci riserva il 2013, celebriamo il meglio dell'anno che sta per finire. Ai primi posti gli ottimi esordi di Homeland e Touch, e la settima stagione di Criminal Minds

Le 10 migliori serie tv del 2012 Le 10 migliori serie tv del 2012

Claire Danes è Carrie Mathison in "Homeland"

Credits: AP Photo/Showtime, Kent Smith
di Alberto Rivaroli

Presunti eroi di guerra e padri in crisi, cacciatori di serial killer e nobili inglesi, gangster degli Anni Ruggenti e le "solite” casalinghe... Sono questi i personaggi top degli ultimi dodici mesi, protagonisti delle serie che, nell'anno che sta per finire, sono state trasmesse in Italia da pay tv e canali in chiaro. In attesa di scoprire novità e conferme dell'anno prossimo, ecco la nostra Top Ten del 2012.

1. HOMELAND

Non c'è battaglia: il fenomeno dell'anno è questa folgorante serie del canale via cavo Showtime, che ha incollato l'America al teleschermo, nonostante il tema sia di quelli che scottano. Si racconta il dramma del sergente dei Marine Nicholas Brody (Damian Lewis) che, dopo anni di prigionia nelle galere di Al Qaeda, viene liberato e torna a casa. In patria è accolto come un eroe, ma c'è una voce fuori dal coro. È quella dell'analista della Cia Carrie Mathison (Claire Danes): incrociando le notizie ricevute dalle sue fonti, l'esperta di antiterrorismo si convince che Brody in realtà sia passato al servizio dei terroristi, e che il suo rientro in America preluda a qualcosa di spaventoso. La ragazza comincia a indagare, ma nessuno è disposto a darle retta, anche perché la sua credibilità vacilla: soffre di disturbi bipolari in costante peggioramento... Una serie originalissima e angosciante, che ha ottenuto tra i critici americani un plebiscito difficile da prevedere. Ritmo, pathos e un cast impeccabile fanno il resto: citazione d'obbligo per la Danes, davvero straordinaria.

2. TOUCH

Il mondo di Martin Bohm (Kiefer Sutherland) è crollato insieme alle Torri Gemelle: sua moglie ha perso la vita nell'attentato dell'11 settembre 2001, e adesso l'uomo cerca faticosamente di badare al figlio Jake (David Mazouz), 11 anni, autistico dalla nascita. Comunicare con lui è praticamente  impossibile, e l'ansia del padre aumenta quando, con l'aiuto di un professore (Danny Glover) e dell'assistente sociale Clea (Gugu Mbatha-Raw) che si occupa del ragazzo, scopre che Jake è ossessionato dai numeri, e che studiando complicatissime combinazioni è in grado di prevedere eventi futuri... Una riflessione suggestiva e non banale sul destino e i legami imprevedibili tra persone apparentemente diversissime. Il duro Sutherland, strafamoso agente Bauer di 24, cambia pelle e si trasforma in un padre dolente e credibile, alle prese con una sfida più grande di lui.

3. CRIMINAL MINDS STAGIONE 7

Mica facile alzare il livello quando hai già girato sei stagioni. La CBS però c'è riuscita, e così Thomas Hotchner (Thomas Gibson) e i suoi criminologi dell'Unità di Analisi Comportamentale dell'FBI hanno avuto anche quest'anno a che fare con incubi sempre più sofisticati e serial killer davvero terrificanti. E, come se non bastasse, devono vedersela anche con la burocrazia e le indagini disciplinari... Tensione sempre ai massimi, e uno slogan che è tutto un programma: "La vendetta è come la morte: prima o poi arriva".

4. THE WALKING DEAD STAGIONE 3

Se è una delle serie favorite di Stephen King, il re dell'horror, ci sarà un motivo... Onore al creatore Frank Darabont (sì, proprio il regista di film come Le ali della libertà e Il miglio verde), che ha adattato l'omonima serie di fumetti. Siamo onesti: almeno sulla carta, di zombie, vampiri e mostri vari ne abbiamo abbastanza piene le scatole. L'idea poi di un manipolo di umani coraggiosi, assediati dai morti viventi, non è proprio originalissima. Eppure il risultato ha convinto anche gli scettici, ed è rimasto eccellente anche col passare degli episodi. Forse perché si è evitato astutamente il manicheismo "buoni contro cattivi", dedicando più attenzione del solito alla psicologia dei personaggi.

5. CSI MIAMI STAGIONE 10

Tutto il mondo è paese: anche negli studi Tv è arrivata la razionalizzazione dei costi, e a lasciarci le penne, un po' a sorpresa, sono stati Horatio Caine (David Caruso) e il suo team della Scientifica di Las Vegas. Chiude così i battenti per motivi di budget il riuscitissimo spin off di CSI: Scena del crimine, che in certi momenti ha superato il modello, risultando il più visto del mondo. Resta una magra consolazione: anche il passo d'addio ha mantenuto le attese, con quel mix di azione (tanta) e test di laboratorio (un po' meno) che ha sempre fatto la differenza. Ma ora, senza gli occhi di ghiaccio dell'implacabile Horatio, come facciamo?

6. DOWNTON ABBEY STAGIONE 2

Ecco un altro sequel che non ha deluso. La serie inglese che ha conquistato l'America (pare che anche Michelle Obama non ne perda una puntata) ha bissato il successo dell'esordio e si è portata a casa ben tre Emmy. Riconoscimenti e fan illustri a parte, è quasi inevitabile appassionarsi alle vicende che animano l'ormai celebre tenuta dello Yorkshire. La ricostruzione storica è impeccabile, e le atmosfere alla Ivory coinvolgenti. Quanto poi a Maggie Smith, travolgente Lady Violet, è portentosa.

7. MODERN FAMILY STAGIONE 3

Mi piaceva all'inizio e continua a piacermi. Certo, un progetto come questo sembra fatto apposta per dividere l'audience, sia per il come (la serie com'è noto adotta la tecnica del falso documentario) sia per l'argomento: la vita di una famiglia molto allargata in cui razze, età e orientamenti sessuali differenti offrono quotidiane occasioni di scontro. Detto questo, è un piccolo gioiello di ironia caustica che non sente i segni del tempo.

8. BOARDWALK EMPIRE STAGIONE 2

Rieccoci negli anni del proibizionismo e dei gangster che diventano milionari vendendo ciò che non si potrebbe... Martin Scorsese produce con Mark Wahlberg, e Terence Winter (lo sceneggiatore de I Soprano) si diverte a infittire intrighi e congiure. E poi c'è Steve Buscemi, uno spettacolo nello spettacolo. Anche al netto dell'effetto sorpresa, una produzione coi fiocchi.

9. THE RIVER

Gli ascolti non sono stati esaltanti, tant'è vero che la ABC (che aveva fatto la guerra con la NBC pur di poterla produrre) dopo una sola stagione l'ha precipitosamente cancellata. Eppure questa serie, prodotta da Steven Spielberg e diretta dal regista di Paranormal Activity, Oren Peli, a me non è affatto dispiaciuta. Azione, horror e spruzzi di paranormale per raccontare la missione in Amazzonia di un team incaricato di ritrovare Emmet Cole (Bruce Greenwood), un noto conduttore tv scomparso durante uno dei suoi reportage. Non sempre originale, ma comunque interessante e tesa.

10. DESPERATE HOUSEWIVES STAGIONE 8

Anche sulla storica saga di Wisteria Lane è calato il sipario, e le attrici che l'hanno animata dal 2004 a oggi (Teri Hatcher, Eva Longoria, Marcia Cross e Felicity Huffman) sono presumibilmente ancor più disperate dei loro personaggi. Chi di loro troverà un'altra vetrina come questa? Con tutto il rispetto, le probabilità sembrano pochissime. In ogni caso, pur tra frequenti cadute di tensione, si è trattato di un fenomeno (televisivo e di costume) sorprendente, che anche in quest'ultima stagione non ha lesinato sorprese e momenti memorabili. Scena clou dell'ultima serie? Facile: Susan (Hatcher) che gira un'ultima volta per le strade del suo quartiere prima di andarsene per sempre.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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