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Pupetta, il coraggio e la passione: la serie tv con Manuela Arcuri

Arriva su Canale 5 dal 6 giugno la storia di violenza e camorra della donna, oggi settantottenne, che a metà degli anni '50 si ribellò allo strapotere maschile e si fece giustizia da sola

Pupetta, il coraggio e la passione: la serie tv con Manuela Arcuri Pupetta, il coraggio e la passione: la serie tv con Manuela Arcuri
Manuela Arcuri in una scena della serie (Credits: Mediaset)

Tag:  canale 5 Manuela Arcuri Pupetta Pupetta, il coraggio e la passione serie tv

di Marida Caterini

La vera Pupetta Maresca che oggi ha settantotto anni, presente alla conferenza stampa della fiction ispirata alla sua storia, ha raccontato la propria verità e ha difeso, con la stessa convinzione del passato, il suo gesto omicida. "Non è stata vendetta, ma legittima difesa" ha detto, "ero andata più volte in Questura a denunciare il mandante dell'assassinio di mio marito. Purtroppo non solo non mi veniva resa giustizia, ma ogni volta ero puntualmente minacciata assieme alla mia famiglia". Ora questa vicenda, ambientata negli anni '50, diventa una serie televisiva in quattro puntate in onda su Canale 5 a partire da giovedì 6 giugno, dal titolo Pupetta, il coraggio e la passione. A interpretare Pupetta è Manuela Arcuri che però nella finzione scenica ha il cognome cambiato in Marico. E la vera Pupetta se ne rammarica.

La storia televisiva inizia con la dichiarazione di innocenza da parte della Maresca dinanzi al tribunale che deve giudicarla per omicidio. "Assunta Marico, detta Pupetta, come si dichiara dinanzi a questo tribunale?", "Innocente, Vostro Onore". Poi la finzione scenica si dipana attraverso tutta la storia. È il 1959 e Pupetta, al sesto mese di gravidanza, uccide il presunto mandante dell'omicidio di suo marito. Arrestata, è condotta nel carcere di Poggioreale, dove sconterà 14 lunghi anni di detenzione. Qui mette al mondo il figlio Pasquale che le verrà tolto, come stabiliva la legge, a tre anni. Nel 1970 si lega a Pasquale Ammaturo, incontrato in un tribunale, che diventerà un capo-camorra. Con lui,Pupetta concepisce due gemelli. Ma di Ammaturo desidera non parlare, dice che per lei non esiste più. Mentre ancora oggi soffre per la scomparsa del figlio Pasquale, ucciso giovanissimo in un agguato, ma il corpo non è stato mai trovato.

La Maresca dice di aver riscoperto in Manuela Arcuri la sua tempra giovanile e di essersi commossa alla lettura della sceneggiatura. Si augura che la serie tv possa finalmente far capire al grande pubblico chi veramente lei era, al di là dell'immagine che i mass media dell'epoca le avevano cucita addosso e della quale, forse, ancora non è riuscita a liberarsi. Il suo desiderio, adesso, è di scrivere un libro nel quale finalmente poter dare sfogo a tutti i sentimenti che l'hanno animata da quando, a soli 18 anni, rimase vedova 80 giorni dopo essersi sposata.

Il regista Luciano Odoriso svela di essere rimasto affascinato dalla figura di Pupetta che, in un'epoca buia per l'emancipazione femminile, è riuscita a ribellarsi allo strapotere maschile sia in ambito familiare che nella vita. "Ne ho raccontato la storia con ritmo e passione da dramma popolare, senza finti americanismi, ma rispettando la tradizione del miglior cinema italiano, il neo-realismo". Le vicende di Pupetta Maresca erano state già raccontate nel film di Francesco Rosi La sfida del 1958e ne Il caso Pupetta del 1982.

Secondo le intenzioni della produzione, si è voluto realizzare un romanzo popolare che, attraverso le vicende della Maresca, sia in grado di raccontare un'epoca e presentare l'affresco di una società molto differente da quella attuale. Anche per questo motivo il cognome della Maresca è stato mutato in Marico.

Nel cast, oltre la Arcuri, ci sono Tony Musante (Don Luigi Vitiello), Stefano Dionisi (Commissario Imparato), Luigi De Filippo (Don Palumbo), Eva Grimaldi (Fatima), Sergio Arcuri, fratello di Manuela nel ruolo di Vittorio Marico. E ancora Ben Gazzara, recentemente scomparso, Barbara De Rossi, Massimiliano Morra.

A completare la storia di Pupetta, il ricordo della sua infanzia. La ragazzina aveva assistito alla morte di un fruttivendolo e aveva provato a raccontare la verità opponendosi allo strapotere di Don Vitiello, il boss del quartiere. Ma quest'ultimo, per impedire che potesse svelare a qualcuno quello che aveva visto, la fece rinchiudere in un collegio femminile, non diverso da un vero e proprio carcere. Cresciuta, Pupetta rifiutò di sposare lo stesso Don Vitiello e, ironia del destino, si innamorò del nipote di quello stesso fruttivendolo ucciso dai sicari di Don Vitiello.

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